
Nero
29 settembre 2020
Buio.
Fitto.
Nero.
Nessuna luce ad indicare la strada.
Sono solo.
Solo, nel bel mezzo di un bosco.
A dir la verità non ho la minima idea di dove mi trovi.
E' più di un'ora che vago tra questi alberi che sono sempre gli stessi.
Sto girando intorno senza riuscire a trovare la via d'uscita.
Calpesto le mie stesse impronte che ho tracciato poco fa sulla terra fangosa.
Nessun segnale nemmeno dal gps e zero copertura di rete.
Ho perso l'orientamento. Non so più cosa fare. Dove andare.
Qualcuno si starà preoccupando? Si saranno chiesti dove mi trovo? Qualcuno mi troverà?
Vivo?
E dire che la giornata era iniziata nel migliore dei modi.
Colazione a casa dei miei, cappuccino e cornetto caldo.
Ore 9 ritrovo nella piazza del paese con un gruppo di escursionisti da poco conosciuto sui social.
Molti giovani. Tante ragazze. Una più carina delle altre.
Sicuramente ci avrei provato. E forse ci sarei riuscito.
Attendiamo che arrivi l'autobus che ci porterà all'imbocco del sentiero.
Ne approfitto per presentarmi e conoscere i miei compagni di viaggio.
Due ore scarse di strada per arrivare a destinazione e per tentare di fare colpo.
Arrivati. Ci cambiamo vestiti e scarpe pronti per questa lunga giornata di cammino.
Tutto stava andando per il verso giusto fino a quando un gruppetto, più stanco degli altri, decide di tornare indietro prima del tempo. Tra loro anche la mia fiamma, che lentamente si stava spegnendo.
Io decido di restare con i pochi più resistenti per completare il percorso. Rimaniamo in tre.
Parecchi km dopo ci accorgiamo di aver perso la traccia del sentiero e che non ci troviamo minimamente nel luogo che avremmo dovuto raggiungere.
Fattore più allarmante: sta diventando notte e non siamo attrezzati per proseguire al buio.
Rivedo la mia torcia elettrica posta sul davanzale della cucina pronta per essere messa nello zaino ma mai ci entrò.
Dannazione!
Decidiamo di tornare indietro e rifare la strada dell'andata finché giungiamo ad un incrocio.
Avevamo superato un incrocio prima?
Ci sono tre strade. E noi siamo in tre. Conveniamo che forse è meglio dividersi per trovare la giusta direzione. Chi ci sarebbe riuscito avrebbe avvertito gli altri immediatamente.
Perciò prendo la mia via sperando sia quella giusta.
Il tempo scorre ma non trovo nessun segno familiare. Non mi sembra di essere passato da quella parte prima. Però ancora non ricevo chiamate dai miei compagni. Dove sono finiti?
Provo a tornare all'incrocio di partenza ma non mi ricordo più dov'è.
Mi sono perso.
In lontananza sento degli ululati e altri versi bestiali che mi fanno rabbrividire.
Non riesco a vedere più niente.
Sono preda della foresta. Non posso più fare nulla.
Non ho scampo.